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Temperatura di servizio:
18 °C

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Vigneto:
Vigna Brusà
Uve: nibiò,
famiglia del dolcetto
Impianto:
controspalliera con potatura a guyot
Densità d’impianto:
4000 ceppi/ettaro
Resa ettaro:
55 quintali
Terreno:
argilloso
Vinificazione:
tradizionale in rosso, all’arrivo delle uve in cantina
si procede con la diraspatura e si mette il liquido, insieme
alle bucce, in vasca d’acciaio a temperatura controllata.
Entro 24 ore, normalmente, le bucce si raggruppano in
superficie, formando il cosiddetto cappello. La macerazione
delle bucce sopra il mosto dura, a seconda delle annate,
dai 12 ai 15 giorni al massimo, serve per dare colore
e per rilasciare i tannini, presenti nelle bucce, nel
mosto. La macerazione avviene contemporaneamente alla
fermentazione, a fine macerazione si tolgono le bucce
e se ci fossero ancora zuccheri residui, la fermentazione
prosegue, sempre ponendo attenzione che la temperatura
non superi i 31 °C. A fine fermentazione si esegue
un travaso e poi il vino matura nella barrique. Dopo 9
mesi si toglie dai legni e prosegue l’affinamento
della massa unica in vasca d’acciaio.
Affinamento:
barrique
DEGUSTAZIONE
Esame visivo:
limpido, rosso rubino intenso.
Esame olfattivo:
il naso di questo vino risulta sempre un’esperienza
molto particolare, di difficile collocazione in altri
ricordi di degustazione, il nibiò dona aromi
di spezie uniti ad un gioco di frutti e fiori di notevole
finezza ed impatto. Il pepe, la vaniglia, il tabacco
si fondono con i sentori di frutti rossi e si susseguono.
Esame gustativo:
in bocca il buon corpo è definito da un tannino
delicato, vellutato e lungo, morbido e caldo è
sostenuto da una freschezza mai prevaricante.
Abbinamenti:
formaggi e salumi di media stagionatura, carni, grigliate,
arrosti.
CARATTERISTICHE
DEL VINO: il vitigno nibiò fa
parte della famiglia dolcetto, si è sviluppato
negli anni come un gruppo un po’ a se stante.
L’assaggio è una esperienza rara, ci sono
solo più tre produttori a riproporre il nibiò.
INVECCHIAMENTO:
il periodo migliore per assaporare questo vino va dai
quattro agli otto anni dopo la vendemmia, per gustarne
ancora la fragranza e la freschezza. A distanza di dieci
anni dalla vendemmia si percepiscono molto di più
i sentori speziati ed eterei.
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